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Gli Artisti
Fabrizio di Nardo
Nato a Roma il 9 luglio 1966, si diploma Geometra nel 1985 ma, attratto dall'arte fin dall'infanzia, direziona la sua potenzialità espressiva verso una ricerca artistica articolata sulla modificazione materica.
L'incontro con l'amico Piero Orlando è stato l'inizio di un sodalizio artistico che li vede ora impegnati nella formazione di un "contenitore sperimentale" di ricerca che ha l'obiettivo di tracciare un'originale metodologia di espressione creativa.
Egli si definisce libero, forse in un'accezione rousseauiana, in quanto privo di influenze accademiche. Nel gesto artistico Fabrizio scopre una grande spontaneità; ciò che gli preme è riuscire a condividere questa sensazione con chiunque osservi i suoi quadri. Le sue creazioni si sviluppano in modo istintuale e accidentale, non c'è progettualità ma, nonostante ciò, egli riesce a plasmare e governare la materia con grande maestria. L'osservatore viene catalizzato dalla dinamica delle forme e dalla natura metamorfica dei colori cangianti che la luce riesce a far emergere con un gioco sinergico di chiari e scuri. Ombra e luce giocano un ruolo fondamentale all'interno di questi complessi meccanismi creando un coinvolgimento emotivo e sensoriale tali da spingere lo spettatore ad un contatto materico con l'opera.
"Elementi appena percettibili, microstriature, accostamenti cromatici, rilievi, solchi...fascino sottile di alchemici artifici...dell'arte".
Piero Orlando
Nasce a Roma il 30 maggio 1970, si laurea in giurisprudenza e svolge la professione forense. Eredita la sua vena artistica nell'ambiente familiare e lì, assieme al padre Antonio, magistrato amministrativo, ed allo zio Antonio, farmacista, sperimenta la particolare lavorazione della materia lignea che caratterizza ora la sua produzione pittorica.
Le opere, estemporanee, sono frutto di un lavoro manuale e faticoso e vengono realizzate scalfendo, strappando e levigando il supporto, in modo da creare mutevoli stratificazioni di vuoti e di pieni.
La sabbia, la colla, i colori acrilici aggiungono materia e colore alla base, assorbendo e riflettendo la luce con effetti cangianti, come note apparentemente discordanti tra loro creano una perfetta armonia.
Nella incessante attività di sperimentazione sta sviluppando due filoni diversi, l'uno più figurativo e realista, l'altro più astratto, ma pur sempre paralleli, come riflessi delle sue esperienze, delle sue emozioni, dei suoi stati d'animo.
Fonda il gruppo denominato "Officina Materica" assieme all'amico Fabrizio Di Nardo, con cui compie una complessa sperimentazione di tecniche e linguaggi animati da sofisticate sovrapposizioni di segni e significati che portano l'opera a continui rimandi metaforici collegati a differenti logiche emotive.
"È apparente la staticità della materia ... non c'è movimento ma vive, come tutte le cose che possiamo plasmare".
È sicuramente un artista eclettico, fuori dagli schemi comuni dell'arte classica.
